Eccomiiii!^^
Scusate se vi ho fatto aspettare, ma sono molto impegnata con la scuola e mi riesce di scrivere solo di notte!XD
Comunque ecco il mio patetico tentativo di portare avanti questa storia, mi complimento con tutte siete state davvero bravissime!*.*
E mi scuso se è leggermente breve, la prossima volta farò di meglio!XD
Ecchilo!!!
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Il fresco odore della salsedine le invadeva i polmoni placando quella fastidiosa agitazione che l'aveva pervasa tra il sonno e la veglia e che ora il lento cullare le onde del mare sembrava portarsi via.
Avvertì un leggero formicolio alla nuca.
Voltandosi di scatto si ritrovò a fissare gli occhi vitrei di Marck puntati su di lei, assorti.
Sostenne per qualche istante quello sguardo, prima di affermare con un moto di irritazione nella voce:
- Perchè mi fissi?!
Lui non rispose.
Si limitò a spostare lo sguardo sull'orizzonte marino con un'impercettibile alzata di spalle.
Continuò ad osservare per qualche momento quel curioso profilo.
Quel ragazzo era strano.
Sedeva a meno di un metro da lei eppure aveva l'impressione che fosse tremendamente distante.
- Ora sei tu che fissi me... - disse improvvisamente lui senza distogliere lo sguardo da quell'immensa distesa di acqua scura che rifletteva il cielo trapunto di stelle.
Si voltò come se un insetto l'avesse punta, ritirando le ginocchia verso il petto nel goffo tentativo di nascondere quel rossore che, contro la sua vlontà, andava diffondendosi sulle sue guance.
- Non ti fissavo... - bofonchiò più a se stessa che al suo interlocutore.
La sua presenza le provocava un inconsueto quanto fastidioso disagio.
- Ti capita spesso di non riuscire a dormire?! - chiese poi lui.
- Abbastanza spesso...
Tentò di ricomporsi appofittando del momento di civile conversazione.
- Anche a me capita... E quando poi mi riesce di dormire il mio unico desiderio è quello di svegliarmi al più presto...
Si voltò di nuovo a fissarlo.
Per la prima volta dal loro occasionale incontro di quella mattina riusciva a scorgere qualcosa nel fondo di quegli occhi vagamente inquietanti.
Era un qualcosa che conosceva, che aveva visto tante e tante notti riflesso nello specchio di quel bagno dove si era rinchiusa nel tentativo di placare quell'incontrollabile fremito e rinfrescare la sua fronte madida di sudore freddo.
Rimase in silenzio.
Cominciava ad avvertire il freddo della notte premere sulla pelle ed insinuarsi prepotentemente in petto.
Doveva essere tardi.
- Perchè? - domandò improvvisamente in un sussurro.
- Perchè ho paura... - rispose lui - Ho paura di quello che sogno, di quello che vedo, e di quello che provo quando lo vedo.
- Cos'è che vedi?
Lui non rispose subito.
Lo vide assorto, guardare con intensità dritto davanti a se come se potesse scorgere qualcosa visibile solo ai suoi occhi.
Respirava lentamente, come ad assaporare avido ogni boccata di quell'aria, come se potesse essergli sottratta, negata, da un momento all'altro.
- Vedo la notte, una notte come questa. E vedo il mare, questo stesso mare, riflettere tranquillo il cielo scuro, nero come la pece. Ma loro non ci sono... le stelle non ci sono.
Continuò a guardarlo, con un moto di terrore, incapace di distogliere lo sguardo, incapace di proferir parola, il respiro sempre più affannoso.
- E poi vedo lei...
Sapeva cosa stava per dire.
Lo sapeva.
Strinse con la mano una manciata di sabbia con tanta forza che ben presto vi perse sensibilità.
Le bastò chiudere gli occhi per poterla vedere, lì impressa nella sua memoria come il ricordo di qualcosa di realmente vissuto.
Dischiuse leggermente le labbra, prima che la sua voce roca andasse a confondersi con quella di Mark.
- ...
la pioggia!

Set by Damned Girl
La demenza non può riconoscersi, così come la cecità non può vedersi
Piove.
Di nuovo.
Forse non sarebbe così deprimente se non fossero i primi di maggio, e se la gente non si ostinasse a sfidare Madre Natura mettendo in bella mostra, ostentando, più centimetri di pelle di quanti in realtà possa permettersi, palesando così la sua frustrazione.
Mi chiedo quanto possa essere presuntuoso, eppure così teneramente patetico il genere umano.
Fingere, auto convincersi, che non faccia freddo, che sia arrivata la bella stagione, che debba arrivare, non cambia i fatti.
Fa freddo.
Dalla finestra della mia camera, oltre la cortina di tende sottili, intravedo un fazzoletto di cielo azzurro.
E’ questo quello che la gente chiama “ottimismo”?
[ILM]

Mentre dormivi nella tua culla, la Luna, che è il capriccio in persona, guardò dalla finestra e disse:
"Questa bambina mi piace".
Discese languidamente la sua scala di nuvole, e passò senza far rumore attraverso i vetri.
Poi si stese su di te con la morbida tenerezza di una madre, e depose i suoi colori sulla tua faccia.
Così le tue pupille sono rimaste verdi, e le tue guance straordinariamente pallide.
Contemplando quella visitatrice i tuoi occhi si sono così bizzarramente ingranditi; e lei ti ha così teneramente serrato la gola che ti è rimasta per sempre la voglia di piangere.
Nell'espansione della sua gioia, la Luna continuava a riempire tutta la stanza di un'atmosfera fosforescente, di un veleno luminoso; e tutta quella viva luce pensava e diceva:
"Subirai eternamente l'influsso del mio bacio. Sarai bella a modo mio.
Amerai ciò che io amo e ciò che mi ama: l'acqua, le nuvole, il silenzio e la notte; il mare immenso e verde l'acqua informe e multiforme;
il luogo in cui non sei;
l'amante che non conosci;
i fiori mostruosi;
i profumi che fanno delirare;
i gatti che si beano sui pianoforti e che gemono come donne, con voce roca e dolce.
E sarai amata dai miei amanti, corteggiata da chi mi fa la corte. Sarai la regina di chi ha gli occhi verdi, di coloro a cui ho stretto la gola con le mie carezze notturne; di coloro che amano il mare,
il mare immenso, tumultuoso e verde, l'acqua informe e multiforme, il luogo in cui non sono,
la donna che non conoscono, i fiori sinistri che somigliano ai turiboli di una religione ignota,
i profumi che turbano la volontà, e gli animali selvaggi e voluttuosi che sono gli emblemi della loro follia".
Ed è per questo, maledetta e cara bambina viziata, che io ora sono ai tuoi piedi,
e cerco in tutta la tua persona il riflesso della temibile Divinità, della fatidica madrina,
dell'intossicante madrina di tutti i lunatici !"
"Len bienfaits de la Lune"
C.Baudelaire